24 Ottobre 2019

Roberta De Lorenzo – Perthes non ci fa correre ma i sogni ci fanno volare

Roberta, 19 anni da Napoli, condivide la sua esperienza con il morbo di Perthes, offrendo supporto e speranza ai bambini e alle famiglie che affrontano questa sfida.

Ciao a tutti , mi presento, sono Roberta, ho 19 anni e vengo da Napoli. Non sono molto brava con le parole, ma spero che questa lettera possa essere d’aiuto a tutte le persone che sono in questo gruppo, soprattutto a questi dolci e piccoli bambini affetti dal morbo di Perthes. 

All’eta di 8 anni giocavo a basket , iniziai ad accusare forti dolori all’inguine e ad avere problemi mentre camminavo, zoppicavo e non riuscivo mai a capire se il dolore provenisse dal ginocchio oppure dall’inguine. Molti dottori mi visitavano, ma nessuno riusciva a capire cosa avessi. Fin quando ho conosciuto un bravissimo dottore che ancora oggi mi tiene in cura. Costui è il dottor Roberto Ragozzino. Grazie a lui i miei genitori ed io iniziammo a capire cos’ era quel dolore e venimmo a conoscenza di una malattia del tutto sconosciuta per noi. Iniziai ad indossare un tutore d’atlanta e so che, ovviamente, non è facile per nessuno, sopratutto quando sei bambino/a e sei privato/a di alcune cose , ovvero non puoi correre, saltare , ma soprattutto per me, inizió a diventare anche un problema mentale: vedevo i miei amici giocare mentre io mi ritrovavo sempre, a dover fare radiografie , risonanze etc.
Mi iniziarono a prendere in giro chiamandomi “Robot” e per di più anche le maestre dell’elementari non mi hanno dato una mano. Iniziò la mia battaglia e in questa battaglia ovviamente combattevano anche i miei genitori, che hanno sofferto molto insieme a me. Dopo un po’ ci recammo a Bologna dove anche loro mi disserò che un giorno mi sarei dovuta sottoporre ad un’operazione. Passati 3 anni ho tolto il tutore , ( in tutto ciò facevo riabilitazione in acqua ma dopo, tolto il tutore, iniziai anche a farla a secco).. Così per combattere meglio tutto ciò, iniziai a vedere le cose in un modo diverso e a capire che anche se non potevo fare determinate cose, potevo avere comunque un talento in me. Così mi affidai alla musica. Oggi io sono una cantante e sto bene, nel senso che ancora devo fare l’operazione, ma cerco sempre di prevenire i dolori facendo piscina, dieta e non sforzandomi troppo, nonostante la testa femorale si sia consumata del tutto. Vado all’università e sono riuscita a convivere con questa malattia che da piccola vedevo come un ostacolo. Lo so, questo problema porta più disagi mentali che fisici, ma ciò che voglio dirvi con questa lettera è che non dovete arrendervi , per voi stessi, ma soprattutto per coloro che vi vogliono bene. So che è difficile , io mi sono persa tante gite con la scuola, perché non volevo essere un peso per i miei amici ogni volta che dicevo “sono stanca ci fermiamo”… Non sentitevi soli, ma soprattutto parlate sempre con i vostri genitori che vi donano tanto , e gli amici, quelli veri, ci saranno sempre anche se siete stanchi , oppure se non potete salire le scale o altro. Per qualsiasi cosa io sono qui se volete , vi mando un mega abbraccio .. e credete sempre nei sogni perché perthes non deve essere un ostacolo per voi , più questa battaglia fa rumore, più voi dovete vincerla con tanti sorrisi e tanto amore.❤️❤️❤️❤️❤️ Vi allego una mia cover se volete ascoltarmi
https://youtu.be/U8wEyGlim9w

In più vi allego anche il gruppo facebook e l’associazione del morbo di perthes dove possiamo supportarci tutti insieme.
Gruppo Facebook : Tutti quelli che odiano il morbo di perthes
Associazione : https://perthes.home.blog

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