21 Luglio 2020

La storia di Marco, l’ironman che da piccolo aveva la staffa di Thomas.

Marco Tarabelli condivide la sua trasformazione da bambino con il morbo di Perthes, costretto a utilizzare la staffa di Thomas, a Ironman, ispirando le famiglie a vedere oltre le limitazioni della malattia.

Siamo molto felici di presentarvi la storia di Marco Tarabelli che ci sprona a non abbatterci ma a utilizzare la malattia per compiere imprese incredibili come quelle che sta compiendo lui.

Questa storia è molto importante per le famiglie colpite dal Perthes perché il primo pensiero dei genitori avuta la diagnosi è: cosa succederà quando saranno grandi? Zoppicheranno per sempre? Potranno avere, i nostri figli, una vita normale? Marco Tarabelli vi risponde così. Grazie di cuore.

“Mi chiamo Marco Tarabelli ed ho 48 anni. Quando ero piccolo avevo la staffa di Thomas poi sono diventato un Ironman!

Da bambino mi fu diagnosticato il morbo di Perthes. Fui curato prima ad Ancona e poi a Bologna.

Con l’aiuto e la forza di mia mamma ho superato il periodo durissimo in cui mi hanno messo la staffa di Thomas

La mia vita è stata normalissima fino all’età di 30 anni.

Poi piano piano ho cominciato a correre fino a partecipare alle mie prime maratone. A questo è seguito il ciclismo a livello agonistico ed otto anni fa: il Triathlon (corsa, bici e nuoto consecutivamente, nella stessa gara).

Il nuoto e la bici sono sport che tutti i bambini con il Perthes sono spronati a fare proprio per mantenere la muscolatura attiva senza caricare però l’articolazione compromessa. Per la corsa invece bisogna valutare i residuati che lascia la malattia.

Ho un’attività sportiva settimanale molto intensa: 10-13 ore a settimana praticando tutte e tre le discipline. 

Dalla mia esperienza ho capito che è importante allenarsi in maniera costante, soprattutto bici e palestra per le gambe, riuscendo a mantenere una buona muscolatura delle gambe.

Importantissima oltre all’attività fisica che riduce i dolori, è il mantenimento del peso corporeo ottimale.

La mia costanza mi ha portato a partecipare a ben 9 Ironman (3,8 km di nuoto, 180 km di bici e 42 km di corsa) e che designa la più lunga distanza del Triathlon

Ho partecipato ai campionati del mondo in Sudafrica.

Non fatevi prendere dallo sconforto, i vostri figli con il vostro aiuto ce la faranno come ci sono riuscito io. 

E il passato rimarrà solo un ricordo.

Con affetto.  Marco T.”

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Marco Mancuso, nato a Messina nel 2007, racconta la sua diagnosi del morbo di Perthes all'età di un anno e il suo percorso di vita, enfatizzando come la passione per il ciclismo lo abbia aiutato a superare le difficoltà legate alla malattia.