Mio figlio e il Perthes. La storia di Nicolò.

Questa storia l’ha mandata una nostra socia di Ancona, Grazie Alessia. Grazie di cuore per le tue belle parole.

nicolò perthesitalia storiaEra il 10 novembre 2017, quando io e tuo padre decidemmo di farti una bella festa di compleanno, insieme ai tuoi amichetti dell asilo e alla tua famiglia. Fu una festa bellissima,tutta curata nei minimi particolari. Saltavi ininterrottamente nella palla rimbalzate insieme ai tuoi amichetti ed eri cosi allegro e felice che avevamo il cuore pieno di gioia.

Il giorno dopo di questa bellissima festa,avevi un po di raffreddore, beh inevitabile per quello che avevi fatto: corso e saltato come un normale bimbo di 4 anni… ma insieme a quel raffreddore, quando camminavi, appoggiavi il piede in un modo strano e io lo notai subito. Dissi: “Massi, non mi piace… c’è qualcosa che non va.

Tu non ti lamentavi, ma alla mattina quando ti svegliavi dicevi: “Ahi mamma!

Poi nulla, poi zoppicavi, poi nulla, insomma la cosa era strana.

Subito ricordai un sogno fatto ancora prima di rimanere incinta, tenevo per mano un bimbo che camminava strano…allora visto i precedenti nella mia famiglia, chiamai il pediatra di fiducia, mi disse: “Riposo.

Fosti messo a riposo ma nulla. Andai al pronto soccorso e ti fecero l’ecografia..leggera fuoriuscita del liquido, raffreddore dell anca… Andammo a pagamento dal miglior ortopedico pediatrico di Ancona che ci disse: “Non è così tanto il liquido, fa così per attirare l’attenzione di voi genitori…(noi che ogni cosa si fa per lui…il nostro amore) e ci disse che non era difficile tenere fermo un bimbo di 4 anni per 1 settimana per fargli passare il raffreddore dell’anca e se non ci riuscivamo non eravamo in grado di fare i genitori …si proprio così…testimone mio marito.

Ti tenemmo fermo dal 24 dicembre al 6 gennaio. Il 7 appoggi il piede a terra e zoppichi.
Andammo subito al Pronto Soccorso e li minacciai di denunciarli finché non mi dicevano cosa aveva mio figlio. Spiegai tutto e finalmente analisi e raggi x…referto…possibile morbo di Perthes con conferma nella risonanza.

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Tremavo, non sapevo…il mio bimbo così bello, forte, vivace non può star male….mamma  era con me e mi disse: “Lo immaginavo.
Chiamai subito al mio superiore: “Non vengo, mio figlio sta male, ha il morbo di Perthes…piangevo… il mio capo mi disse: “Tranquilla, ce l’ ha avuto il figlio di un nostro collega…si risolve.
Chiamai subito al nostro fidato pediatra, disse: “è una rottura di scatole, devi avere pazienza un po di anni…
Proprio quando iniziammo ad avere un equilibrio ,proprio quando iniziammo a dormire,proprio quando volevamo farti un fratellino, proprio quando pensavamo alle vacanze da fare con il camper, proprio quando iniziavo la tua indipendenza.
“Signora, è all’inizio, non può camminare, deve togliere il peso dall’anca.
Respiro e penso: “Ok, posso farcela. Grazie al Signore è vivo, grazie al Signore non è un tumore, grazie al Signore ha una buona testa per ragionare e capire.
Ok doveva andare così

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Così dopo una ricerca andammo al Rizzoli e fu costruito il tutore per camminare.
Ricordo ancora quei giorni in cui non potevi camminare, il tuo sguardo quando ti venimmo a prendere alla festa di carnevale della scuola, tutti saltavano, ridevano,  correvano, tu seduto su una panca da solo con la maestra…volevo morire! Quanto ho pianto!
Così sempre più convinta della scelta andammo a prendere il tutore, verde militare come i veri guerrieri….partimmo con una tempesta di neve, c’era il Burian  e tornammo a casa con questo aggeggio metallico e tu camminavi a gambe larghe, ma io ti vedevo solo dall’ombelico in su e vedevo solo i tuoi bellissimi occhi grandi blu.
Scesi dalla macchina, c’era un sacco di neve, andai a casa presi la tuta da neve e te la misi sopra il tutore, chiami il tuo amico Leo e insieme a lui saltavi, giocavi, ridevi sulla neve come nulla fosse.
Proprio così, con il tuo sorriso andavi sul Bob mentre gli altri avevano paura. Proprio così, mentre gli altri cadevano per un ostacolo tu  saltavi senza cadere. Mentre gli altri avevano paura dell acqua tu avevi già imparato a stare a galla. Mentre gli altri imparavano ad andare in bici tu avevi già tolto le rotelle. Mentre gli altri non avevano voglia di scalare la montagna tu eri arrivato già alla vetta.
Mentre io e papà eravamo preoccupati per il tuo primo giorno di scuola tu avevi già fatto amicizia e riuscivi a star seduto per così tanto tempo e mentre gli altri ridevano di quelli più sfortunati tu dicevi: “Guarda quelli che scemi che sono!

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Nicolò, anche se a volte mi fai arrabbiare, anche se a volte ti vorrei più calmo, tu sei il mio piccolo grande uomo, tu mi hai insegnato che se si vuole si può fare tutto.
Non sarò una brava mamma, sicuramente non calma, e rompiscatole ma tu sei la mia ragione di vita, sei il mio respiro, sei il mio io.
Presto tutto finirà e tu, a differenza di altri, avrai già capito che a volte bisogna soffrire per vedere il bello della vita.
Ti porterò a correre nel mare con la sabbia fino a cadere e poi rialzarsi e ridere e correre tutti insabbiati e bagnati.
Non mi sono mai fermata a pensare che eri diverso dagli altri, tu eri più degli altri. Unica noia togliere e mettere il tutore.

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Questi anni sono volati e ricordo con nostalgia quando eri piccolo perché io ho messo uno stop nella mia vita il 10.11.17 , da quel giorno non voglio smettere di ringraziare in primis la mia mamma e il mio papà, mio marito, i nostri amici , i parenti, le mie colleghe e i miei superiori, le insegnati e compagni dell asilo ed elementari, tutti gli estranei che con un sorriso mi hanno dato tanta forza e poi loro, gli istruttori che quel giorno al telefono gli dissi: “per questa patologia può fare solo nuoto, fatelo appassionare…
Lo hanno accolto come un loro figlio…grazie di cuore.
Io, Massimo, i nonni e Nicolò vinceremo questa battaglia e tutte le battaglie della vita.

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